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23 ottobre 2008

E' in uscita per novembre...

So che l'attesa per chi aveva già letto le puntate precedenti della saga è stata un po' lunga, ma continuavo a ricevere domande e richieste relative al primo volume del ciclo di Alain e Juliette e così con la casa ed. abbiamo deciso di aspettare un po' prima di andare in stampa con il nuovo romanzo "Gli intrighi di Albine".
Presto on line scheda e copertina...
Cristina




permalink | inviato da Cristina Contilli il 23/10/2008 alle 23:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

28 settembre 2008

Ciclo di Alain e Juliette - Gli intrighi di Albine - Trama

 

NAPOLEONE ED ALBINE IN UNA STAMPA DELL'OTTOCENTO

Albine De Montholon, amante di Napoleone all’isola di Sant’Elena dal 1815 al 1819, è la protagonista di questo nuovo romanzo del ciclo di Alain e Juliette.

Tornata in Francia nel 1819 Albine non riuscirà nel suo intento: quello di trovare qualche politico francese disposto ad intervenire presso il governo inglese, per mitigare l’esilio di Napoleone, consentendogli di trascorrerlo in un luogo meno inospitale di Sant’Elena.

Diventerà, invece, l’amante di un ex ufficiale medico della marina: il dott. Nicolas De Blégny, amico del colonnello Alain De Soissons, dal periodo in cui era il dottore della caserma della Guardia Costiera di Calais, comandata da Alain.

Alle vicende di Albine e di Nicolas si intrecciano quelle di Dolmancé che, dopo la morte del conte De Toussaint, ha aperto, con il lascito che gli ha destinato il conte, una libreria, frequentata soprattutto da donne, appassionate lettrici di romanzi, tra cui anche quelli erotico avventurosi di Juliette.

Attraverso la sua attività Dolmancé conosce l’ex generale Gaspard Gourgaud che dopo aver trascorso un periodo a Sant’Elena ed un altro in esilio in Inghilterra nel 1821 è finalmente potuto rientrare a Parigi, dove ha aperto una piccola casa ed. che pubblica testi di storia ed in particolare libri di memorie di ex ufficiali napoleonici.




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1 settembre 2008

Nota al testo e ringraziamenti

 

La bibliografia relativa alla storia di Josephine Desirée si trova in fondo al volume "La figlia dell'imperatrice" (il secondo del ciclo di Alain e Juliette).

Ringrazio Elisabetta Modena per avermi ispirato il discorso di Albine contro l'aborto, Laura Gay per aver commentato tutti i capitoli del mio romanzo, Ines Scarparolo, Mariateresa Biasion Martinelli e Paolo Melandri, per aver condiviso con me la passione per la storia francese dell'800 ed in particolare per i suoi aspetti più romantici ed avventurosi.

VI RICORDO CHE I DIRITTI SU QUESTO ROMANZO SONO MIEI, NON SOLO PERCHE' L'HO SCRITTO, MA ANCHE PERCHE' MI SONO FATTA UN LAVORO NOTEVOLE DI DOCUMENTAZIONE STORICA PER RICOSTRUIRE VITE E SCELTE DEI VARI PERSONAGGI, INOLTRE, QUESTO TESTO FA PARTE DI UN CICLO DI ROMANZI CHE STA USCENDO CON DIVERSE CASE EDITRICI, PERCIO' NON FATE IL COPIA ED INCOLLA, SOPRATTUTTO SENZA CITARE FONTE ED AUTRICE DEL TESTO.


1 settembre 2008

Gli intrighi di Albine - Conclusione

 

GLI INTRIGHI DI ALBINE – CONCLUSIONE (questa volta è davvero quella definitiva)

Quindici anni prima, quando aveva aiutato Jeanne, Juliette era convinta di poter volgere gli eventi a proprio favore, in fondo, pensava, si era ritrovata a Calais, costretta a concedersi a chi pagava per passare qualche ora piacevole con lei, ma era riuscita a far innamorare di sé due ufficiali ed il secondo (il conte Alain De Soissons) l’aveva sposata, non solo sottraendola a quella situazione, ma anche trattandola sempre con tenerezza, come se, essendo molto più grande di lei, la volesse sempre aiutare e proteggere.

Adesso, però, Juliette non era più così convinta di poter piegare gli eventi ai propri desideri, aveva avuto nel corso degli anni qualche sconfitta e sapeva che anche Alain, per quanto fosse un uomo coraggioso e d’animo nobile, non riusciva sempre ad evitare per se stesso e per lei imprevisti e pericoli.

Anche Jeanne ora aveva un marito, che le voleva bene e che la stava sostenendo nella causa di riconoscimento, ma era come sbattere contro un muro: le sue convinzioni sul proprio passato (Jeanne era convinta di essere la figlia dell’imperatrice Josephine e del generale rivoluzionario Lazare Hoche) contrastavano con la realtà dei documenti, in cui non erano presenti i nomi dei suoi genitori.

E purtroppo per lei non c’erano prove decisive che la sua convinzione fosse qualcosa in più di un’idea personale o ancora peggio di un sogno.

Alain e Juliette lo sapevano e così avevano già previsto dentro di sé quella sera, in cui avevano parlato di Jeanne, che avrebbe perso la causa di riconoscimento… 

Anna Safroncik e Paolo Seganti in una scena de La Figlia di Elisa

Le immagini che accompagnano questi ultimi capitoli sono tratte da Elisa Di Rivombrosa


1 settembre 2008

Gli intrighi di Albine - Nuovi capitoli

 

Chi saranno stati davvero i genitori di Jeanne?

26. GLI INTERROGATIVI DI ALAIN

Alain nutriva poca fiducia nella possibilità di Jeanne di ottenere a distanza di tanti anni quel roconoscimento a cui sembrava tenere così tanto. Sapeva anche che Juliette era maturata nel corso degli anni e per questo le aveva domandato: "Quindici anni fa volevi aiutare Jeanne per vendicarti dell'imperatrice Josephine che aveva fatto arrestare tuo padre, adesso perché lo stai facendo?"
"Perché Jeanne mi fa pena, penso, infatti, che sia davvero umiliante vedersi rifiutata dai propri genitori e non veder riconosciute le proprie origini."
"Io lo so, Juliette che tu, anche se hai ricevuto da tuo padre un'educazione diversa da quella della maggior parte delle giovani di famiglia nobile,
hai un animo sensibile e generoso, ma non credi che sia difficile a quasi trent'anni dalla nascita di Jeanne trovare qualche testimone che possa fornire delle notizie certe sulle sue origini?"
"Sì, è un dubbio che è venuto anche a me. Io penso che la sua unica possibilità sia quella di trovare una delle suore del convento, a cui venne affidata allora, che si ricordi il nome e le caratteristiche fisiche della donna che gliela portò e che se se la senta di testimoniare in una causa di riconoscimento."
"Ci vorrebbe una suora longeva."
"Mica tanto, Alain, basterebbe che avesse una sessantina d'anni come te. Se all'epoca aveva, infatti, una trentina d'anni, dovrebbe ricordarsi di Jeanne e di sua madre."
Ad Alain quell'osservazione di Juliette aveva ricordato la loro differenza d'età che con il passare degli anni stava diventando sempre più visibile ed evidente.


27 agosto 2008

Gli intrighi di Albine - Nuovi capitoli

 

Jeanne all'epoca in cui lavorava a Calais

25. IL TENTATIVO DI JEANNE

Jeanne o Josephine Desirée, nata a Parigi nel 1794 da padre e madre sconosciuti, come risultava dai suoi documenti, era tornata alcune settimane dopo da Juliette, che le aveva promesso di cercare tra le sue vecchie carte, per vedere se poteva trovare qualcosa in grado di aiutarla nella causa di riconoscimento.
"Io ho traslocato diverse volte per seguire Alain nei suoi trasferimenti da un incarico all'altro ed ho bisogno di un po' di tempo per cercare dei documenti che risalgono ormai a quindici anni fa." Le aveva spiegato Juliette, aggiungendo: "Comunque vedrò di fare il possibile per aiutarti, perché so bene che, se mio padre, un anno dopo la mia nascita, non mi avesse riconosciuta, io ora invece di essere la marchesa Julie De Sade o Juliette, come mi chiamava mio padre da bambina, sarei Julie Rolland, figlia dell'attrice Marie Constance Rolland e di padre ignoto."
"Come mai tuo padre non ti ha riconosciuta subito?"
"Probabilmente perché aspettava il divorzio dalla prima moglie, ma anche perché di solito i figli ilegittimi vengono affidati nei primi mesi di vita ad una balia e solo se sopravvivono vengono poi riconosciuti."
"Pur di non mettere un bambino in una situazione simile, io ho abortito un paio di volte, quando lavoravo a Calais. Per fortuna, mio marito mi ha conosciuta ad un ricevimento a Parigi come dama di compagnia della contessina Jenny Savalette De Lang e non sa nulla del mio passato."
"Non hai paura che durante il processo possa essere chiamato a testimoniare qualcuno che ti ha conosciuta a Calais?"
"Spero di no e comunque dovrebbero chiamare solo persone che hanno conosciuto mia madre o che hanno conosciuto me quando ero bambina e poi, pur di far emergere la verità, sono disposta a correre questo rischio."


26 agosto 2008

Gli intrighi di Albine - Nuovi capitoli


 
24. IL RITORNO DI JEANNE

"Da quando è nata mia figlia, vedo bambini ovunque." Aveva confidato Nicolas ad Alain.
"I bambini c'erano anche prima, ma tu vedevi solo le loro mamme." Gli aveva risposto in tono scherzoso Alain.
"Qualche giorno fa ho persino rivisto Jeanne con una bambina di un paio d'anni, ma credo che ce l'abbia ancora con me, perché mi ha fissato a lungo, come se mi avesse riconosciuto, ma non mi ha salutato."
"Tempo fa Jeanne è andata con il marito da Juliette a chiederle se aveva ancora dei documenti del periodo in cui venne a Parigi per dimostrare che era la figlia dell'imperatrice Josephine. Ora che sia Napoleone sia l'ex imperatrice sono morti, Jeanne pensa, infatti, che non ci siano più ragioni politiche che possano ostacolarla ed ha deciso di tentare una causa postuma di riconoscimento"
"Non pensavo che a distanza di tanti anni pensasse ancora a questa storia delle sue origini. Deve essere che che le pesa davvero molto sentirsi una figlia illegittima, non voluta dai propri genitori."
"Non deve essere una situazione piacevole, probabilmente al momento di sposarsi avrà dovuto spiegare al marito come mai era priva di un cognome."
"In fondo Juliette è stata fortunata ad essere stata riconosciuta dal padre, anche se è nata fuori dal matrimonio."
"Credo che il marchese De Sade, nonostante fosse un libertino, si fosse innamorato davvero della madre di Juliette, visto che, oltre a riconoscere Juliette, voleva anche adottare il figlio che sua madre aveva avuto da una precedente unione."
"E allora come mai nel proprio testamento il marchese non ha lasciato nulla né a Juliette né al suo fratellastro, il pittore Charles Quesnet?"
"Nel testamento del 1806 il marchese aveva lasciato qualcosa a tutti e due ed aveva anche disposto che i suoi libri e i suoi manoscritti andassero alla madre di Juliette, ma i figli del suo primo matrimonio con la complicità di un notaio sono riusciti a dimostrare che quel testamento era nullo, perché il marchese, quando l'aveva scritto, era già ricoverato nella casa di cura di Charenton e non era più nel pieno delle proprie facoltà."


Tutte le immagini pubblicate a corredo di questi ultimi capitoli sono tratte dal film Marie Antoinette


26 agosto 2008

Gli intrighi di Albine - Nota al testo e nuovi capitoli

Visto che diversi lettori dei volumi, che raccontano la storia di Alain e Juliette, mi hanno chiesto notizie su Josephine Desirée, detta Jeanne, presunta figlia dell'imperatrice Josephine, moglie di Napoleone, che è tra i protagonisti del romanzo "La figlia dell'imperatrice" (il secondo del ciclo di Alain e Juliette), ho deciso di completare questo romanzo con il racconto delle sue vicende. Mi sono resa conto, infatti, che l'osservazione di Laura sulla conclusione un po' brusca della storia, era giusta, anche se la nascita della figlia di Albine e Nicolas è (secondo me) un evento non da poco, visto che Nicolas è sempre stato non solo un libertino, ma anche un medico favorevole all'aborto.



23. IL PENTIMENTO DI ALAIN

Una sera, pochesettimane dopo la nascita della bambina di Albine e Nicolas, mentre si trovava nell'intimità con Juliette, Alain le aveva detto: "Quando ci siamo sposati, tu eri ancora molto giovane ed io non volevo far nascere un bambino non solo in un paese in guerra, ma anche in una realtà molto diversa da quella in cui ero nato io ed in cui non mi riconoscevo più. Pensavo, però, che, se un giorno avessi cambiato idea, sarei potuto tornare sulla mia decisione, invece, dopo quello che mi è accaduto in Inghilterra, non posso più tornare indietro."
"A me Alain non dispiace che tu sia diventato sterile. Io non volevo un figlio, quando ci siamo sposati e non lo voglio neppure adesso, ma mi dispiace che non mi abbia raccontato quello che ti era accaduto."
"Non è così facile per un uomo dire alla moglie: sono andato a puttane, perché mi sentivo solo e non sopportavo più la tua lontananza."
"Considerando il luogo e le circostanze, in cui ci siamo conosciuti, non sarei stata contenta della tua rivelazione, ma non ti avrei neppure giudicato male, ma almeno era brava questa signorina inglese che ti ha attaccato la clamidia?!"
"Sono passati sette anni da allora, Juliette, e chi se lo ricorda più com'era."



20 agosto 2008

Gli intrighi di Albine - Nota storica

 

 NOTA AL TESTO (PER CHI VOLESSE CONOSCERE MEGLIO LE VICENDE STORICHE REALI CHE STANNO DIETRO AL MIO ROMANZO):

Questo romanzo fa parte di un ciclo che racconta le avventure della marchesina Juliette De Sade, figlia del marchese De Sade e dell’attrice Marie Constance Quesnet e del conte Alain De Soissons, un ufficiale della marina francese, appartenente ad un’antica famiglia nobile.

Le vicende di Alain e Juliette nel periodo napoleonico sono descritte nei romanzi: “Il porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804” (Torino, Edizioni Carta e Penna, 2008), “La figlia dell’imperatrice” (Torino, Edizioni Carta e Penna, 2008), e “Doppio testamento” (Morrisville, Lulu.com, 2008), riuniti nel volume: “Alain e Juliette: una storia d’amore nella Francia dell’epoca napoleonica” (Macerata, Stampalibri, 2008).

Questo nuovo romanzo è ambientato nel periodo della restaurazione durante il regno di Luigi XVIII. Protagonista del testo è la contessa Albine De Montholon che è stata l’amante di Napoleone a Sant’Elena nel periodo 1815-1819. La storia comincia proprio nel 1819 con il ritorno di Albine in Europa e termina nel 1822 con la morte di Napoleone e la causa relativa al suo testamento.

Nel romanzo io ho riportato tutte le ipotesi sulla morte di Napoleone, dalla morte per cause naturali (tumore allo stomaco o errore dei medici nel curarlo) alla morte per avvelenamento. Tra gli avvelenatori potevano esserci, per ragioni diverse, il governatore inglese dell’isola, ma anche i personaggi della piccola corte che Napoleone aveva portato con sé a Sant’Elena.

Tra questi personaggi il più sospetto è il conte Charles De Montholon che aveva due buoni motivi per uccidere Napoleone: la gelosia nei confronti di Albine e il desiderio di ereditare una cifra consistente del patrimonio di Napoleone. Quest’ultimo scopo avrebbe, secondo alcuni storici, condotto De Montholon ad avvelenare lentamente Napoleone con dell’arsenico, come avevano fatto nel ‘600 alcune dame di corte, che vennero poi scoperte e processate. E’ stato provato che nella biblioteca di Albine era compreso anche un libro che narrava proprio questa vicenda del ‘600 e qui si innesta l’ipotesi più fantasiosa sulla morte di Napoleone: un filtro d’amore che per un errore nelle dosi è diventato pericoloso ed ha portato ad un peggioramento nelle condizioni di salute dell’ex imperatore.

Non essendo stata ancora risolta dagli specialisti dell’epoca napoleonica la questione della morte di Napoleone, io non prendo posizione e lascio un finale aperto, in cui sarà il lettore a decidere quale tra le diverse ipotesi gli sembra più verosimile o comunque più convincente.

Tra i personaggi della piccola corte di Sant’Elena c’era anche l’ex generale Gaspard Gourgaud che aveva salvato la vita a Napoleone durante la campagna in Russia e che, oltre ad essere geloso di Albine, tanto da sfidare il conte De Montholon a duello, mostrava un attaccamento ed una devozione a Napoleone, giudicati eccessivi anche dai contemporanei. Oggi alcuni storici ritengono sia sulla base di documenti dell’epoca sia sulla base del comportamento tenuto da Gorgaud durante il soggiorno a Sant’Elena che l’ex generale fosse omosessuale e che provasse nei confronti di Napoleone un sentimento che era andato oltre la stima e l’amicizia, configurandosi come un vero e proprio innamoramento, quasi sicuramente non ricambiato, anche se ci furono all’epoca dei pettegolezzi sulla condotta di Napoleone, dovuti alla sua amicizia con il conte Jean-Jacques Régis de Cambacérès che a differenza di Gourgaud non aveva alcuna difficoltà ad ammettere la propria omosessualità. Il matrimonio nel gennaio del 1822 di Gourgaud con la contessina Marthe Roederer, di cui Gourgaud era già stato innamorato prima di partire per la campagna in Russia e che non aveva potuto sposare a causa dell’opposizione dei suoi genitori rende probabile l’ipotesi che Gorgaud fosse bisessuale e che arrivato alla soglia dei quarant’anni abbia voluto “regolarizzare” la propria posizione.

Dolmancé è un personaggio della “Filosofia nel boudoir” di De Sade, ispirato ad un personaggio reale dell'epoca. Quando appare nel testo di De Sade ha trentasei anni ed è ormai un uomo cinico e disincantato, ma io ho immaginato cosa c'è prima e quindi un Dolmancé adolescente, che, cacciato dal collegio in cui studia, perché scoperto nell'intimità con un compagno, finisce a lavorare in una locanda di Calais, nonostante discenda da una famiglia nobile, qui, tra i suoi clienti, c'è il tenente Victor Grand, di cui Dolmancé si innamora purtroppo non ricambiato. Per aiutarlo Juliette lo fa assumere dal conte Luois De Toussaint un libertino amico di suo padre che prende Dolmancé come cameriere personale, ma anche come amante. La storia di Dolmancé viene raccontata ne “La figlia dell’imperatrice” qui Dolmancé torna con un ruolo secondario come amico di Juliette, ma anche come amante del generale Gourgaud che però fa il possibile per nascondere la loro relazione.




permalink | inviato da Cristina Contilli il 20/8/2008 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

20 agosto 2008

Gli intrighi di Albine - Conclusione

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23. CONCLUSIONE: LA BAMBINA DI NICOLAS

Nicolas aveva deciso che era troppo coinvolto nella gravidanza di Albine per poterla assistere durante il parto e così aveva chiesto ad un collega di occuparsi di lei.

“La contessa De Montholon ti ha fatto scoprire le gioie della paternità.” Aveva ironizzato Alain, dopo aver saputo che Albine aveva partorito una bambina.

“Avrei preferito avere un figlio a trent’anni da mia moglie, piuttosto che a cinquant’anni dalla mia amante. Anche se sono contento che Albine abbia deciso di non abortire, perché non credo che avrei avuto il coraggio di eliminare mia figlia, anche se allora non sapevo neppure se sarebbe nato un maschio o una femmina.” Gli aveva risposto Nicolas.

“Fai tanto il libertino, ma in fondo sono sicuro che di fronte alla figlia che hai avuto da Albine ti sciogli anche tu.” Aveva proseguito Alain che si divertiva a stuzzicare Nicolas, sapendo che era una persona contraddittoria, capace di slanci di generosità, ma anche dotato di una buona dose di cinismo.

“Basta che il conte De Montholon non si faccia venire un’altra volta la voglia di sfidarmi a duello, quando si accorgerà che la bambina somiglia più a me che a lui.”

“Quando sono piccoli i bambini si somigliano tutti e poi se il conte De Montholon tratta bene Hélene che è il ritratto dell’ex imperatore in miniatura, vedrai che tratterà bene anche tua figlia.”

“Hélene vale un intero testamento o quasi, mia figlia non vale nulla.”

“Cosa vuoi dire, Nicolas?”

“Che sono arrivato alla conclusione che Montholon sia stato meno fesso di quello che molti credono, non aveva bisogno di avvelenare Napoleone, per ottenere quello che voleva, poteva mettere avanti la figlia che l’ex imperatore aveva avuto da Albine, promettendogli che, in cambio di un cospicuo lascito, non solo l’avrebbe fatta passare come propria, ma si sarebbe sempre preso cura di lei, del suo futuro, dei suoi studi e persino un giorno di garantirgli un buon matrimonio e si sa che Napoleone ha sempre tenuto molto a tutti i suoi figli, legittimi o illegittimi che fossero… in fondo ha lasciato qualcosa nel proprio testamento anche al figlio avuto dalla contessa Walewska.”

“Sì, probabilmente hai ragione, ma a me, scusa se te lo dico, Albine e suo marito non sembrano persone molto affidabili.”

Anche se si era espresso in modo cortese, per evitare ulteriori discussioni, Alain era sinceramente preoccupato per Nicolas e, siccome l’unica persona, di cui fidava fino in fondo era la sua Juliette, aveva confidato a lei i propri dubbi: “Albine ha avuto due figlie da Napoleone ed è stato proprio dopo la nascita della seconda bambina che le condizioni dell’ex imperatore hanno cominciato a peggiorare rapidamente.”

“Non esagerare, Alain, passi per Napoleone, ma non credo che Montholon e signora abbiano alcun interesse ad avvelenare Nicolas, in fondo erediterebbero una casa, uno studio medico e qualche terreno, non credo che valga la pena sporcarsi le mani per così poco. E poi, tu pensi che il conte De Sémonville non lascerà nulla ai suoi due figli? In fondo si dice che abbia adottato tanti anni fa il conte Charles De Montholon, perché in realtà era suo figlio, anche se il conte porta il cognome del primo marito della madre, proprio per poterlo includere nel proprio testamento.”

“Un libertino innamorato, purtroppo, Juliette, diventa più fesso della media degli uomini e, da quando Albine gli ha dato una figlia, Nicolas ha deposto le armi del seduttore ed è completamente perso dietro alle gioie della paternità.”





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